disaccordo
articolo di corrado messo erroneamente nei commenti dell'argomento precedente. Come detto precedentemente per ogni nuovo argomento è meglio aprire un nuovo post:
Ciao a tutti, volevo esprimere il mio disaccordo su uno dei tanti concetti emersi durante il primo interessante seminario sul mestiere dell'Osteopata continua :a mio modesto avviso non può passare un messaggio che troppo semplicisticamente affermi che: "osteopata è chi osteopata si sente", sopratutto quando è indirizzato a ragazzi giovani che ancora devono entrare nel mondo lavorativo e che si sentono allora in diritto di spacciarsi per Osteopati quando magari sono appena all'inizio della loro attività didattica.
E' vero che non ci sono ancora al momento norme che disciplinino in modo inequivocabile il settore osteopatico, ma questo non è un motivo valido per affermare che chiunque se lo senta possa fregiarsi del titolo di Osteopata.
Come anche il grande Dario ha affermato a lezione trovandomi perfettamente d'accordo l'Intenzione in un trattamento Osteopatico con la O maiuscola si acquisisce con la conoscenza e con l'esperienza di anni di studio e di pratica sempre con l'umiltà di chi sa che c'è sempre da imparare.
Sentirsi osteopata non é essere Osteopata, ma è Osteopata chi opera con l'intenzione da Osteopata, questo dovrebbe essere il messaggio che una scuola di Osteopatia valida come l'E.O.P. dovrebbe trasmettere ai propri allievi Osteopati.
Mettere in pratica cio che di volta in volta ci spiegate non è fare l'osteopata ma è solo il primo passo verso il mestiere dell'osteopata.
Personalmente ho visto all'opera dei massaggiatori thailandesi in grado di mobilizzare tutte le vertebre del corpo con un numero infinito di tecniche, di trust e di quant'altro agendo con mani, gomiti e piedi ...e se pure loro si sentissero Osteopati?
In un universo di intenzioni la "Scuola" ha anche il dovere di dare certezze e valori etici e di comportamento validi per tutti gli allievi al fine di elevare il proprio compito formativo e la propria immagine.
Prima di iniziare questo corso ho preso la laurea magistrale in management, e per due anni abbiamo parlato della comunicazione, del modo corretto di informare e di come una sbagliata comunicazione sia in grado di danneggiare un progetto potenzialmente valido.
Credendo fortemente nella vostra "Scuola", mi sento in dovere di evidenziare una anomalia nella corretta informazione sulla figura professionale dell'osteopata, che in mancanza di norme specifiche si deve rifare ai valori legalmente riconosciuti del "buon padre di famiglia".
I miei più cordiali saluti a tutti belli e brutti.
Dott. Cerrato Corrado

2 Commenti:
Caro Corrado,
La ragione per cui abbiamo stabilito che all'interno del seminario dovevamo evitare le polemiche era proprio quella di evitare le contraddizioni dialettiche che portano ad una radicalizzazione delle posizioni e quindi a passare parte del nostro poco tempo a dire cose simili ma in maniera molto differente: è fin troppo chiaro che l'argomento ad te trattato sta a cuore a tutti noi. Prova ne è il fatto che siamo tutti nella stessa scuola e accettiamo le sue regole.
volevo ciononostante fare un paio di osservazioni:
La prima è che comunque quanto e stato detto era all'interno di un gruppo di lavoro (non a ttuta la popolazione EOP e tantomeno all'esterno)che dovrà lavorare insieme ancora per mesi (spero) e quindi le cose dette avevano più lo scopo di provocare una presa di posizione ch un' enunciato vero e proprio.
La seconda è che a tutti noi piacerebbe un mondo ordinato dove a un titolo corrisponde una professionalita, un'etica, una onestà, una umanità. Ahime purtroppo non è sempre così e se non è difficile imbattersi in un titolato che non sa fare o non vuole fare bene il suo lavoro (medico, avvocato, ecc ecc ecc) a maggior ragione lo sarà per un settore come il nostro dove la regolamentazione manca del tutto anche grazie a pressioni politiche di lobby professionali.
Preso atto di questo noi di EOP che siamo presuntuosi ma non tanto da pensare di cambiare il mondo abbiamo cercato di seguire questa semplice logica:
Non possiamo evitare che chiunque si fregi del titolo di osteopata( anche perche non siamo i NAS) non possiamo evitare che chi si dice osteopata pratichi veramente e seriamente l'osteopatia MA possiamo nell'ambito della nostra attivita, fare in modo che i NOSTRI allievi possano ESSERE osteopati con la O maiuscola. Terapeuti cioè che pratichino le tecniche dei padri dell'osteopatia con onestà, umiltà e professionalità:
E' per questo motivo che stiamo facendo anche questi seminari ed è per questo motivo che siamo qua a parlare.
Secondo me con questo argomento di quando essere osteopati o di quando non essere osteopati e dei relativi pezzi di carta che dimostrano se puoi iniziare a sentirti osteopata o no... ci stiamo torturando il cervello. Penso che aldilà di tutto questo, l'importante è che qualunque cosa facciamo, la facciamo con onestà, coscienza e umiltà...per gli altri, ma soprattutto per noi stessi, per svegliarsi la mattina e poter guardare la propria faccia allo specchio rilassati perchè abbiamo la coscienza a posto.
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