alcune considerazioni
Ciao a tutti,
visto che tanto interesse ha suscitato, volevo tornare su quello che è stato lo spunto che ha elevato i toni a tal punti che si è parlato “polemiche”. continua
Tengo a precisare che non era mia intenzione scatenare della polemica, al contrario cercare di stabilire, insieme a tutti i partecipanti al convegno, dei punti e delle linee d’intesa su quella che per me è una questione fondamentale: chi è un osteopata.
Se si vuole parlare di filosofia dell’osteopatia, di tutte le pulsioni prettamente soggettive che tale disciplina genera in ognuno di noi, ben venga. Non sarò certo io a voler imbrigliare questi spunti così nobili, a smorzare l’energia del “sentirsi” osteopata dentro un “misero” pezzo di carta.
Ritengo, però, che nell’enfasi della discussione si sia travisata quella che era la reale intenzione della mia considerazione. Intenzione che sicuramente avrò modo di riperndere nei successivi incontri.
Visto che a quanto pare in occasione dello scorso incontro si è giunti, tra le altre, alla conclusione che sentirsi o meno osteopata non è l’unica cosa importante, ma più pragmaticamente si dovrà discutere degli aspetti di marketing, propongo degli spunti di riflessione.
In una promozione è più proficuo che il prodotto sia il più riconoscibile possibile o basta che abbia dei caratteri sfumati?
E’ sufficiente che un professionista sia capace di operare nel suo campo oppure è meglio che offra un prodotto di qualità?
Si può definire un prodotto di qualità senza enunciare le caratteristiche che ne identificano tale qualità?
Questi sono dei quesiti sui quali mi piacerebbe avere delle considerazioni da parte vostra.
Un saluto a tutti
Andrea
Etichette: marketig

2 Commenti:
Caro Andrea,
la tua istanza è molto pertinente, e ne discuteremo (pragmaticamente) al prossimo seminario.
A presto, Dario
piano Andrea!
innanzitutto non parlerei di marketing perche purtroppo è una parola che da il fianco a molti possibili equivoci.Parlerei piuttosto, usando una perifrasi,della necessità di pubblicizzare (nel senso di rendere pubblico) il nostro sapere che è l'osteopatia.
Inoltre, per evitare possibili confusioni semantiche terrei a precisare che NON stiamo parlando di un prodotto ma, casomai, di un servizio. Per cui le tue domande vanno riformulate in base a questa ottica:
1)E' necessario, all'interno di una comunicazione promozionale, individuare il servizio in maniera precisa?
2)Quando è perchè si può parlare di un servizio di qualità?
3)Per definirsi professionista bisogna erogare un servizio di qualità o è sufficiente che l'operatore abbia una capacità "media"?
Spero di aver tradotto al meglio le tue domande. Ti ringrazio di averle formulate e lascio a tutti voi "il ganzo" di rispondere!
peppino
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