martedì 23 gennaio 2007

Perché è importante appoggiare l’I.D.C.O. (istituto diffusione cultura osteopatica)

Penso che quella dell’i.d.c.o sia un’idea valida. Sono convinto che lo sviluppo dell’osteopatia non possa prescindere dalla conoscenza di questa disciplina da parte di un ampio pubblico.
Mi riferisco naturalmente a coloro che fanno parte del mondo medico, ma anche a coloro che dell’osteopatia devono usufruire. continua
Chiunque senta parlare di un avvocato, piuttosto che di un cardiologo o di un fisioterapista, sa di cosa queste figure si occupano, sa qual è la loro professione anche se non ha mai fatto ricorso al loro operato, sa grosso modo quale siano le loro sfere di competenza.
Si può dire lo stesso dell’osteopata?
Il punto sul quale riflettere è che fino ad oggi nella percezione comune non esiste “il professionista” osteopata. A parte chi già abbia fatto ricorso alle sue cure, si ignorano quali siano le sue caratteristiche peculiari, la sua sfera di competenza. Si oscilla tra la percezione sfumata e sovente confusa, di qualcuno che pratica massaggi piuttosto che scrocchia ossa.
La grande sfida, a mio avviso, è rendere nota la figura dell’osteopata. Riuscire a concretizzare intorno all’osteopata lo status di “professionista”. Costruire una percezione comune, univoca e precisa di chi sia un osteopata e di cosa si occupa precisamente.
Fornire all’osteopata una veste che permetta, a coloro che ne abbiano bisogno, di rivolgersi a lui correlando direttamente un problema di carattere fisico alla sua competenza, sapendo, cioè, che gli potrà risolvere quel problema perché è la sua specialità.
In poche parole evitare che una persona approdi all’osteopata come ultima spiaggia di un percorso lungo e penoso attraverso lo studio di diversi altri “professionisti”.
Cosa ne pensate?
Andrea Verso

7 Commenti:

Alle 24/1/07 , Blogger Andrea (Sig. Figo) ha detto...

Caro Andrea, penso che la tua "intenzione" sia più che giusta.. ma hai pensato a come fare??
Purtoppo sai anche te gli scogli che esistono tra la figura dell'Osteopata e il suo effettivo riconoscimento.. Anche se questo a noi non importasse più di tanto,rimane il fatto che, il duro lavoro che potremo fare tutti insieme per diffondere questa cultura, verrebbe facilmente vanificato da un "pincopallino" qualunque che si alza una mattina e in tv dici:-diffidate da manipolazioni miracolose, sono pratiche inutili e solo pericolose.. con un chiaro riferimento alla figura dell'osteopata..!!(l'ho letto qualche tempo fà su un giornale della salute, a parlare era un neurochirurgo).
Comunque sono d'accordo con te nell'impegnarci, tutti insieme, a portare a giusto compimento il processo di conoscenza e concretizzazione pubblico-sociale della figura dell'OSTEOPATA(ottima idea delle brochure!!!non trovi??)Ciao
Andrea 1°

 
Alle 24/1/07 , Blogger p.c. ha detto...

@andrea
caro andrea,
Sono molto contento che tu abbia compreso appieno le nostre intenzioni quando abbiamo pensato di creare l'IDCO.
Sono convinto che le tue parole di collega possono essere più ascoltate delle mie che sono, in un certo qual modo, percepito come un esterno, per cui ti ringrazio per quello che hai scritto.
Per ampliare la discussione e per stigmatizzare alcuni concetti scriverò un nuovo post.
@ anrea1°
caro andrea1°,
è vero ci sono ignoranza e malafede (a volte separate a volte insieme) che tramano contro ogni innovazione. Le ragioni le conosci come me: paura di perdere privilegi, di perdere "clienti", pigrizia, mancanza di apertura e curiosità etc. etc.
Noi purtroppo non siamo padreterni e non abbiamo risorse illimitate per controbattere alla pari sui media. Possiamo però usare le armi a nostra disposizione:
· l'informazione(più si disconosce l'oggetto della discussione più le malelingue hanno bion gioco)
· la serietà (se riusciamo ad avere una comportamente ineccepibile da un punto di vista professionale e poco venale saremo meno attaccabili)
· l'esempio ( alla fine dei conti il paziente vuole ANZITUTTO guarire! le chiacchiere stanno a zero. Se avrete successo in un caso difficile, potranno pur dire che siete venditori di fumo: c'è la dimostrazione tangibile del contrario!)

leggiti per piacere anche tu il mio nuovo post

 
Alle 24/1/07 , Blogger Dario ha detto...

Vorrei rispondere ad Andrea (sig. Figo), che ringrazio per darmi l’opportunità di chiarire alcuni concetti a mio giudizio importanti. In Belgio sono più avanti nel cammino verso il riconoscimento: c’è la legge Collà (che riconosce l’osteopatia come metodica terapeutica, ma non la figura dell’osteopata); c’è un corso universitario (ma dove non sono insegnati né il viscerale ne il cranio-sacrale).
Come ci si è arrivati?
Prima della legge Collà, e del corso universitario, già le prestazioni osteopatiche venivano rimborsate dalla mutua (come del resto in Francia).
Questo era successo in seguito alle richieste degli utenti dell’osteopatia.
Questo è il punto nodale della questione: le leggi vengono fatte per rispondere a dei bisogni, a delle richieste. Da anni si batte il cammino politico del riconoscimento. Senza volere togliere meriti a quelli che sacrificano il loro tempo nelle commissioni parlamentari a discutere progetti di legge (come il mio amico Alain) io penso che valga la pena di seguire anche un’altra strategia. Quella di creare sempre più domanda per l’osteopatia. Per fare questo bisogna farla conoscere al grande pubblico. Questo è il senso del lavoro che stiamo iniziando. Ed è un grosso lavoro, per questo abbiamo bisogno di tutti.
Mi aspetto da tutti il massimo dell’energia: quello che farete per l’osteopatia è contemporaneamente per voi stessi; il ritorno materiale è immediato, senza contare il ritorno energetico che viene dal partecipare ad una grande impresa.
“Chi accende una lanterna per un altro, illumina anche il proprio cammino”
dario vitale

 
Alle 25/1/07 , Anonymous Anonimo ha detto...

Andrea (Sig. Figo),
posso comprendere benissimo le tue perplessità, è difficile a volte sostenere delle posizioni, soprattutto quando l’interlocutore di turno magari si relaziona partendo da una posizione di supremazia e magari mostra una certa “puzza sotto il naso”. (non mi riferisco a nessuno in particolare)
Ti invito però, quando ti capita di dover parlare con medici che sono scettici riguardo l’osteopatia, a tenere presente queste considerazioni:
1 arriverà il momento in cui comincerai a vedere i risultati del tuo lavoro di osteopata, sorprenderai i tuoi pazienti e (spesso) te stesso per la qualità e velocità dei risultati;
2 ci deve essere un motivo perché anche i medici che per necessità arrivano allo studio di un osteopata tornano a farsi curare le successive volte.
Questa non è retorica, ma l’esperienza diretta di un fisioterapista che, al terzo anno, comincia ad affacciarsi con un minimo di cognizione nella pratica osteopatica.
Ciao Andrea Verso

 
Alle 28/1/07 , Blogger tonio ha detto...

QUESITO PICCOLO PICCOLO:
Navigando in internet tra i link di osteopatia ho scoperto che esistono varie associazioni e federazioni di osteopati che si propongono, sembra, di realizzare ciò che noi vorremmo fare con l'idco...e mi son chiesto se sia vantaggioso o controproducente per l'obbiettivo comune finale far nascere un altra organizzazione oltre a quelle già esistenti...non basterebbe aderire ed ingrendire qualcuna già in piedi evitando così di frammentare le forze rischiando di renderle inefficaci?
La mia attenzione si era soffermata sulla fe.s.i.os:(http://www.fesios.com/chisiamo.as)
Prima di creare nuove iniziative non bisognerebbe perlomeno raccogliere quelle di altri colleghi o unirsi a loro??
CIAO.

 
Alle 29/1/07 , Blogger p.c. ha detto...

@ Toni
caro Toni la tua domanda mi fa pensare che forse non eri presente all'ultimo seminario(scusami, siete in molti e perciò non ricordo tutti i nomi)
L'ultima volta infatti abbiamo BEN sottolineato che cosa dovrebbe fare l'IDCO che le altra associazioni di categoria non fanno.
Sono andato subito a vedere il programma dell'associazione che hai indicato e mi sono trovato con questa lista:

1. Sviluppare e concretizzare il progetto di riconoscimento della medicina osteopatica in Italia.
2. Mantenere ed arricchire i rapporti di pubbliche relazioni con rappresentanze politiche/sociali regionali e nazionali.
3. Offrire a i propri soci un servizio di assistenza nelle procedure burocratiche (assicurazione, fisco, norme sanitarie per studi privati).
4. Offrire ai proprio soci un servizio di informazione circa lo sviluppo continuo della professione.
5. Pubblicizzare la presenza sul territorio dei propri iscritti (vedi i nostri osteopati).

Questo programma e grossomodo quello di tutte le associazioni di categoria compreso il ROI (a cui noi siamo in questo momento vicini)ma NON è assolutamente il programma dell'IDCO che si propone invece di FAR CONOSCERE l'osteopatia al grande pubblico.
Una cosa è lottare per il riconoscimento dell'osteopatia da parte delle autorità preposte (questione prettamente politica)altra cosa è adoperarsi perché la gente venga a conoscenza di questa importante pratica terapeutica (che è un problema legato alla comunicazione).
Mi dispiace molto che tu faccia questa confusione! Si vede che non sono molto bravo a spiegarmi.
Ti ringrazio perciò per avermi dato modo di chiarire un punto che forse era poco chiaro anche per altri tuoi colleghi.
ciao,
peppino

 
Alle 29/1/07 , Blogger tonio ha detto...

Caro peppino ti ringrazio per il chiarimento, effettivamente non ero presente all'ultimo seminario.
ciao

 

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